L'antitetanica ovvero la vaccinazione contro il tetano viene ancora oggi percepita in modo non chiaro dalla popolazione, cercheremo brevemente di illustrare gli aspetti principali della malattia e di come venga applicata la vaccinazione o il trattamento del possibile contagio. Cominciamo col dire come questa patologia sia causata da una tossina prodotta da un germe il Clostridium tetani di cui le spore sono presenti in modo particolare nella terra, nella ruggine, nell'intestino di molti animali specie dei cavalli, nell'acqua ecc.

I sintomi causati da questa tossina sono quelli relativi ad una potente contrazione dei muscoli; inizialmente con il coinvolgimento di muscoli facciali (questo dopo circa dieci giorni) che se non adeguatamente trattati possono estendersi ed insediare altri muscoli come quelli che regolano la respirazione, quindi di un serio pericolo per la nostra vita. La vaccinazione è obbligatoria dal 1968 per tutti i bambini entro il secondo anno di vita. Dal 1981 è obbligatoria entro il terzo mese di vita la prima somministrazione ed entro il primo anno per il ciclo completo.

Viene richiesta la vaccinazione per tutti quei soggetti che vengono ritenuti a rischio, anche il CONI lo richiede per i suoi affiliati. Per quanto concerne lo schema esso prevede tre somministrazioni entro il primo anno; al terzo, al quarto ed al sesto mese, questo in associazione con la vaccinazione antidifterica ed antipertosse, successivamente si farà un "richiamo" al diciottesimo mese, a sei anni ed infine ogni dieci anni. In caso di trauma anche se la persona è vaccinata ma sono passati dai cinque ad i dieci anni, la prassi è quella di eseguire anche in questo caso un "richiamo" ed ad inoculare una dose di immunoglobuline specifiche. In casi di traumi ove gli operatori sanitari non riescano ad appurare se la persona abbia o meno la vaccinazione o non si è in grado di appurarlo si somministrano immunoglobuline con il consenso della persona stessa (se coscente).