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pietre-prezziose_2_copyUsanza dolorosa

Quando si pensa alla Polinesia, ci vengono subito in mente gli splendidi arcipelaghi che la contornano, immaginandoci magari, in una di quelle fantastiche spiagge, fatte di sabbia bianchissima e circondate da un oceano limpido e cristallino. Ma in questa terra meravigliosa, un tempo gli uomini si adoperavano in un usanza molto particolare e dolorosa che come protagonista aveva un organo molto sensibile, il loro pene. La popolazione è stata fin dai tempi più antichi attratta da pietre preziose, conchiglie, coralli, molto spesso questi preziosi erano utilizzati dagli uomini anche per attrarre e conquistare le donne. Gli uomini infatti adornavano il loro pene con pietre preziose. Ma la particolarità di questo rito e che i metalli, le pietre preziose, venivano conficcati sotto la pelle dell'organo in questione. I locali infatti, dopo essersi procurati delle piccole incisioni, vi conficcavano frammenti dei loro preziosi, in modo che una volta guarita l'incisione, sottopelle rimanesse il prezioso incastonato. Un evoluzione di questa usanza è stata poi seguita da Birmani, che oltre ad incidersi il pene inserendovi i preziosi, hanno aggiunto dei campanelli di bronzo intorno al glande.