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omega3-bambini-mamme-dietaRecenti studi confermano e dimostrano che una supplementazione nella dieta di questi grassi giova alla salute delle mamme che allattano e dei loro bimbi

 Gli Omega-3, adesso noti anche come "Vitamina F", sono dei particolari acidi grassi polinsaturi essenziali (che devono quindi essere introdotti con gli alimenti perchè il nostro organismo non è in grado auto-produrli) con numerosi effetti benefici per il nostro organismo tra cui i più importanti sono l'effetto antitrombotico (azione antiaggregante piastrinica), il controllo del livello plasmatico dei lipidi (soprattutto dei trigliceridi) e il controllo della pressione arteriosa (mantenendo fluide le membrane cellulari e le pareti arteriose).

I principali acidi grassi della classe degli omega-3 sono l'acido alfa-linolenico (ALA), l'acido eicosasapentaenoico (EPA) e l'acido docosaesaenoico (DHA); proprio quest'ultimo è un importante costituente della retina e delle membrane neuronali. L'assunzione di livelli adeguati di DHA, contenuto soprattuto in alcuni pesci e anche nel latte materno (ma non in quello vaccino), è fondamentale fino dai primi giorni di vita per la crescita corretta del neonato e per lo sviluppo visivo e neurologico.

L'integrazione della dieta materna con DHA è stata proposta come strategia per ottimizzarne l'apporto al neonato allattato al seno. Gli autori di uno studio recente hanno valutato gli effetti della supplementazione materna con DHA (dal parto fino al quarto mese di allattamento) sullo sviluppo psicomotorio, sulla funzione visiva, sull'attenzione e sulla capacità verbale del bambino all'età di 5 anni. Nei figli delle donne che hanno assunto DHA durante l'allattamento hanno riscontrato una maggiore capacità attentiva rispetto ai figli delle donne trattate con placebo (senza integrazione di questo acido grasso nella loro normale dieta). Non hanno rilevato differenze statisticamente significative tra i due gruppi per quanto riguarda gli altri parametri neuro-psicomotori e per la funzione visiva; tuttavia questi risultati, insieme a quelli precedentemente ottenuti negli stessi bambini all'età di 30 mesi, suggeriscono che l'aumento dei livelli di assunzione di DHA da parte della madre, e di conseguenza anche del bambino con il latte materno, comporta benefici a lungo termine che si manifestano nel corso della crescita, con il miglioramento dello sviluppo psicomotorio a 30 mesi e un maggiore grado di attenzione a 5 anni.

(Fonte NFI – Jensen CL, Voigt RG, Llorente AM, Peters SU, Prager TC, Zou YL, Rozelle JC, Turcich MR, Fraley JK, Anderson RE, Heird WC.)