Potremo definirle impronte digitali dell'intestino, di fatti è come se lo fossero, dato che la popolazione di microrganismi che lo ospitano sono differenti gli uni dagli altri, con un patrimonio genetico sempre diverso. La scoperta dallo studio del Laboratorio europeo di biologia molecolare Heidelberg, in Germania coordinata da Siegfried Schloissnig. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature.