Micronutrienti utili nelle patologie del nervo ottico e neurotrasmettitoriali della retina e delle vie ottiche

NERVO OTTICO

Il nervo ottico è un cordone di fibre nervose (circa un milione, per lo più di 2 mm di diametro), spettante al diencefalo e sviluppatosi nel peduncolo della vescicola oculare, che ha acquistato le apparenze di un nervo periferico. Va dalla retina al chiasma ottico. Emerge 3-4 mm medialmente rispetto al polo posteriore, circa 1 mm più in basso e percorre in direzione pressoché sagittale la cavità orbitaria; attraversa il forame ottico ed entra nella cavità cranica dove, volgendo in dentro ed in dietro, raggiunge l'angolo antero-laterale del chiasma, dove si continua. Ha una lunghezza di circa 5 cm ed un diametro di 3-4 mm.

Nell'orbita, il nervo, che qui è lungo circa 3 cm, non è rettilineo, ma incurvato ad S, descrivendo due curve: una anteriore a convessità mediale, l'altra posteriore a convessità laterale, permettendo al globo oculare di eseguire liberamente, senza che il nervo venga stirato, i suoi movimenti di rotazione. Avvolto da una sottile membranella, fornita dalla capsula del bulbo ed immerso nel corpo adiposo, il nervo percorre l'asse della piramide formata dai muscoli retti e, all'apice dell'orbita, si trova contornato dalla loro origine e dal loro anello tendineo, che aderisce alla sua guaina durale; ad essa aderisce anche il tendine di origine del muscolo obliquo superiore.

Le guaine del nervo ottico sono una continuazione delle meningi e si distinguono col nome di guaina durale, grossa e resistente, guaina aracnoidale e guaina piale, separate da due fessure: intradurale ed intraracnoidale.

Importanti biocatalizzatori

Vitamina C

Minerali

Vitamina B1

Carnitina

Vitamina B2

Coenzima Q-10

Vitamina B3

Micronutrienti

Vitamina B5

Vitamina B6

Vitamina B12

Se ben somministrati, i micronutrienti supplementari possono contribuire a ristabilire gli equilibri metabolici. I micronutrienti assunti singolarmente o combinati a caso non sprigionano al massimo i loro effetti benefici. Vitamine, minerali, amminoacidi e altri micronutrienti agiscono nel nostro corpo dividendosi in squadre ben definite, secondo le norme biologiche della sinergia tra nutrienti cellulari.

Secondo i principi sulla sinergia di nutrienti, le combinazioni specifiche di nutrienti sono biologicamente molto più efficaci rispetto all'azione dei singoli elementi. Applicando questa norma, possiamo ottimizzare la selezione e la quantità dei singoli nutrienti per ottenere il massimo effetto biologico. Usando nutrienti a basso dosaggio e combinati correttamente, possiamo ottimizzare la nostra salute e avere esiti migliori per i nostri disturbi.

Protezione naturale delle funzioni fisiologiche essenziali per una buona vista

Funzione

Micronutrienti utili

Muscoli ciliari la cui buona rilassatezza e contrazione controllano il focus del cristallino

Arginina, cisteina, vitamina E e vitamina C Vitamina A, luteina, betacarotene, zeaxantina, criptoxantina (gruppo di carotenoidi) e bioflavonoidi

Cellule epiteliali della retina e della macula, che servono al processo visivo

Vitamina C per migliorare l'elasticità e la struttura dei piccoli vasi sanguigni, Vitamina E per migliorare la viscosità e la fluidità del sangue

Vasi sanguigni degli occhi, che forniscono ossigeno e nutrienti agli occhi

Arginina, fonte di ossido di azoto, per rilassare le pareti dei vasi sanguigni degli occhi Cysteina, fonte di zolfo, per migliorare la struttura delle gli-coproteine, che sono riempitivi e lubrificanti delle pareti dei vasi sanguigni

Guaina mielinica del nervo ottico, che trasporta gli impulsi di luce al cervello per creare le immagini

Cysteina, vitamina C, vitamina E e acido lipoico

Pigmenti funzionali e protettivi della macula

Vitamina A, luteina e altri carotenoidi

"Nutrimento cellulare per una vista sana" del Dr. Matthias Rath,

OFTAVIS diventa un prodotto che assembla in maniera programmata posologicamente ad hoc sostanze con altissimo tropismo per lo strato superficiale delle fibre ottiche retiniche(RNFL) e per la guaina mielinica del nervo ottico .

INDICAZIONI

Utile pertanto nelle patologie del NERVO OTTICO e neurotrasmettitoriali della retina e delle VIE OTICHE.

E' indicato quindi ,come sostegno,anche nelle patologie retiniche maculari (maculopatia diabetica, maculopatia degenerativa senile, patologie vitreo retiniche) e nel glaucoma con danni a carico della testa del nervo ottico,ovvero in tutte quelle patologie ove esiste sofferenza acquisita della neurotrasmissione.

OFTAVIS

Coenzima Q10 -30 mg di Coenzima Q10

Vitamina E (d-alfa-tocoferolo)-300 mg

vitamina B8(BIOTINA)-150 mcg

SELENIO 100mcg

ACIDO IALURONICO 40 mg

Acido Folico

400 mcg

Vitamina B6 (piridossina HCl)

10 mg

Vitamina B12 (cianocobalamina )

15 mcg

tiamina nitrato (Vit. B 1) 15 mg

riboflav ina (Vit. B 2) 15 mg

nicotinamide 50 mg

piridossina cloridrato (Vit. B 6) 10 mg

calcio pantotenato 25 mg

COENZIMA Q10

Esso è intrinsecamente coinvolto nella produzione di energia cellulare attraverso la sintesi di adenosin tri-fosfato (ATP). L'ATP trasporta l'energia chimica rilasciata dalla ossidazione delle molecole in altre reazioni cellulari dipendenti dalla sua energia chimica. Questi processi includono il lavoro meccanico, elettrico e di trasporto come pure la biosintesi cioè i processi che supportano le diverse funzioni vitali.

VITAMINA E

Il ruolo fondamentale della vitamina E è sicuramente quello antiossidante, prevenendo dall'ossidazione i PUFA (acidi grassi polinsaturi) presenti abbondantemente a livello delle membrane e preservando di conseguenza la funzionalità cellulare. In questa reazione, tuttavia, l'alfa tocoferolo si ossida ed il radicale alfa tocoferossilico perde le sue capacità antiossidanti, che fortunatamente vengono prevalentemente ripristinate dalla vitamina C ma anche dal coenzima Q10 e dall'acido lipoico.

Si trova presente in natura in 8 forme diverse, la più importante è l' a-tocoferolo. L'assorbimento dei tocoferoli avviene a livello dell'intestino tenue mediante un processo di diffusione passiva che richiede l'azione degli acidi biliari. L'efficienza dell'assorbimento dei tocoferoli e dei loro steri varia dal 20 al 40%, a seconda delle condizioni fisiologiche e nutrizionali. Dalla mucosa intestinale i tocoferoli passano prima nella circolazione linfatica e poi in quella sistemica, dove sono veicolati dalle lipoproteine. Dalla circolazione periferica i tocoferoli sono captati dal fegato e dai tessuti extraepatici, dove vengono concentrati nelle strutture membranose delle cellule (mitocondria, membrana plasmatiche e nucleari). I depositi quantitativamente più rilevanti sono rappresentati dal tessuto adiposo (150 µg/g), dal muscolo (19 µg/g) e dal fegato (13 µg/g).

Molteplici sono le applicazioni della vitamina E in campo clinico, essendosi dimostrata utile nel migliorare le patologie da stress ossidativo, alcune delle quali molto gravi come il cancro. Numerosi studi, inoltre, stanno valutando il suo potenziale effetto terapeutico nei confronti delle patologie cardiovascolari ed aterosclerotiche e di tutti i tessuti fortemente vascolarizzati come quello retinico.

Vitamina B8

La vitamina B8, vitamina H o biotina. La biotina è solubile in acqua ed in questo stato è resistente al calore, alle basi ed agli acidi; si decompone per azione della luce ultravioletta e di forti ossidanti. La biotina viene assunta dagli alimenti in forma libera oppure legata alle proteine. Attualmente, non sono ben noti i meccanismi di assorbimento. Si ritiene che la scissione della biotina dalle proteine cui è legata avvenga per opera di una biotinasi secreta nel succo pancreatico. La vitamina libera viene assorbita a livello dell'ileo e del digiuno da due meccanismi di trasporto:

· uno attivo, contro gradiente di concentrazione, in cui una molecola di biotina viene scambiata con uno ione Na+,

· uno passivo (per diffusione semplice) operante solo in caso di alte concetrazioni di biotina.

Dagli studi emerge che la biotina, una volta entrata nel plasma, venga trasportata da diverse proteine: albumina ed α e β-globuline. tuttavia non è chiaro se esista anche una proteina di trasporto specifica.

La biotina svolge il ruolo di cofattore di diverse carbossilasi ATP-dipendenti. Essa è legata al sito attivo dell'enzima tramite un legame peptidico che si forma tra il gruppo carbossilico dell'acido valerianico ed un gruppo aminico di un residuo di lisina. La reazione di carbossilazione, in cui interviene la biotina, prevede il trasferimento di una molecola di CO2 da un donatore ad un accettore, passando per un intermedio in cui la vitamina fissa la CO2 su uno degli atomi di azoto dell'anello imidazolico (formando così la carbossibiotina).

La formazione della carbossibiotina avviene tramite l'ausilio di bicarbonato, ioni magnesio ed ATP. Il bicarbonato, infatti, lega su di sé la CO2 tramite una reazione richiedente energia, fornita dall'idrolisi di una molecola ATP. La molecola di carbonilfosfato creatasi, cede, poi, CO2 alla biotina, idrolizzando il gruppo fosfato.

SELENIO

Il selenio (Se) è un elemento traccia essenziale per la protezione cellulare. Costituisce la base per sintetizzare il glutatione, un antiossidante tra i più efficaci contro i radicali liberi. Il selenio svolge un importante ruolo preventivo contro il cancro e nel mantenimento della funzionalità dei sistemi immunitario, cardiovascolare e genitale maschile. Ha inoltre una funzione protettiva della pelle e delle mucose.

Vitamina B6 (piridossina) La vitamina B6 e' presente nei cibi legata principalmente alle proteine e quindi nella carne in genere, pesce, frutta secca, pane, mais, cereali. E' riscontrabile una carenza marginale in donne in gravidanza e nell'allattamento, alcoolisti cronici. In caso di carenza manifesta puo' instaurarsi una anemia ipocromica.

Vitamina B12 La vitamina B12 e' presente nella carne ed in particolare nel fegato, rene, cervello e cuore. Altre fonti sono il pesce, le uova, i derivati del latte. La carenza di vitamina B12 e' un'evenienza rara. La causa principale e' dovuta alla mancanza di fattore intrinseco nei soggetti con anemia perniciosa, dopo gastrectomia, ed in seguito a distruzione della mucosa gastrica od a lesioni dell'intestino tenue. Nei vegetariani aumenta il rischio di malassorbimento della vitamina dovuto alla maggiore assunzione di fibre. La carenza porta allo sviluppo di una anemia megaloblastica e di neuropatia con comparsa di debolezza, stanchezza, dispnea da sforzo, parestesie, glossite, perdita di appetito, impotenza, e grave anemia.

L'Acido Folico e' coinvolto nella biosintesi delle purine e nell'introduzione di un gruppo metilico nell'anello delle primidine, funzioni essenziali per la produzione di DNA e di RNA. Il 20% dei folati assorbiti giornalmente deriva dalla dieta, il rimanente viene sintetizzato dalla flora batterica intestinale. La carenza di folina e' un'evenienza relativamente rara e puo' riscontrarsi in gravidanza o negli alcolisti. Altre cause di una bassa concentrazione di folati nel siero, possono essere l'eccessiva utilizzazione, come accade nelle epatopatie, nelle malattie emolitiche e nei tumori. La deficienza di folati nell'uomo e' spesso associata a macrocitosi ed anemia megaloblastica. In caso di anemia macrocitica e' opportuno eseguire il dosaggio della vitamina B12. L'acido folico ha inoltre l'importante capacità di neutralizzare gli effetti negativi dell'omocisteina, fattore di rischio cardiovascolare, cerebrovascolare e vascolare periferico. Questa vitamina, importante anche per prevenire la spina bifida durante lo sviluppo fetale, negli alimenti è presente soprattutto nelle verdure a foglia verde e nelle carni. Valori normali: 3 - 20 ng/ml.

La dieta vegetariana puo' causare un incremento dei folati. La dilantina, i barbiturici , la nitrofurantidina, l'emodialisi e il methotrexate fanno diminuire il livello di folati sierici. I livelli di folati possono diminuire in caso di assunzione di estro-progestinici. Il paziente deve essere a digiuno da 8 ore e non deve essersi sottoposto di recente ad esame radioisotopico.

Vitamina B1 (tiamina)

La vitamina B1 (tiamina) è una sostanza idrosolubile, coinvolta (la forma attiva, tiamindifosfato) nel catabolismo dei carboidrati e degli aminoacidi. La tiamina gioca un ruolo importante anche nei fenomeni neurochimici e nella sintesi dei precursori del DNA (per tale motivo è usata nelle ricerche sui tumori).

Per il suo intervento nelle reazioni energetiche, è citata, spesso a sproposito, nei meccanismi legati a una carenza di energia (stanchezza).

La vitamina B1 è un coenzima e come tale partecipa alle reazioni chimiche facilitandole, ma senza esserne mutata (si legga: consumata). Questo assicura che ne bastano dosi piccole per sostenere per mesi le reazioni che facilita. Infatti la vita media della tiamina è di circa due settimane (la dose presente nel nostro corpo è di 30 mg, concentrata nelle ossa, nei muscoli, nel cuore, nel fegato, nei reni e nel cervello) e si assiste a una carenza dopo tre settimane solo in soggetti che non ne assumono dall'alimentazione. Poiché l'alcol altera l'assorbimento e l'attività della tiamina, è naturale riscontrare carenze di vitamina B1 soprattutto negli alcolisti.

Riboflavina o Vitamina B2

La sintesi della riboflavina è stata realizzata da Kuhn e Karrer nel 1935. Si tratta di un composto eterociclico derivato dalla isoallosazina (composto azotato a tre anelli esagonali) con il ribitolo. Una volta purificata presenta colore giallastro.

Le forme metabolicamente attive sono il flavin mononucleotide (FMN) e il flavin adenin dinucleotide (FAD), che agiscono come gruppi prostetici di enzimi ossidoriduttivi, definiti flavoenzimi o flavoproteine.

Funzioni della Riboflavina

La riboflavina come componente essenziale dei coenzimi FMN e FAD partecipa alle reazioni di ossidoriduzione di numerose vie metaboliche (glucidi, lipidi e proteine) e nella respirazione cellulare.

Gli enzimi flavina-dipendenti sono ossidasi (che in aerobiosi trasferiscono idrogeno all'ossigeno molecolare per formare H2O2) e deidrogenasi (naerobiosi).

Tra le ossidasi ricordiamo la glucoso 6 P deidrogenasi, contenente FMN, che trasforma il glucosio in acido fosfogluconico; la D-aminoacido ossidasi (con FAD) e la L- aminoacido ossidasi (FMN), che ossidano gli aa nei corrispondenti chetoacidi e la xantina ossaidasi (Fe e Mo), che interviene nel metabolismo delle basi puriniche e trasforma l'ipoxantina in xantina e la xantina in acido urico.

Importanti deidrogenasi, quali la citocromo reduttasi e la succinico deoidrogenasi (contenenti FAD), intervengono nella catena respiratoria, che accoppia l'ossidazione dei substrati alla fosforilazione e sintesi di ATP.

La acil-CoA-deidrogenasi (FAD dipendente) catalizza la prima deidrogenazione dell'ossidazione degli acidi grassi e una flavoproteina (con FMN) serve per la sintesi degli acidi grassi a partire dall'acetato.

L'a-glicerofosfato deidrogenasi (FAD dipendente) e l'acido lattico deidrogenasi (FMN) intervengono nel trasferimento di equivalenti riducenti dal citoplasma ai mitocondri.

La glutatione reduttasi eritrocitaria (FAD dipendente) catalizza la riduzione del glutatione ossidato.

NIACINA (B3, ACIDO NICOTINICO, NIACINAMIDE, NICOTINAMIDE)

La niacina fa parte del complesso B ed è idrosolubile. Risulta più stabile della tiamina o della riboflavina ed è molto resistente al calore, alla luce, all'aria, agli acidi e agli alcali. Vi sono anche tre forme sintetiche di niacina: la niacinamide, l'acido nicotinico (conosciuto per la sua capacità di abbassare il colesterolo) e la nicotinamide. In qualità di coenzima la niacina, come la riboflavina e la tiamina, aiuta gli enzimi nella scomposizione delle proteine, dei grassi e dei carboidrati. La niacina può essere prodotta dal corpo a partire dalle proteine (dall'aminoacido triptofano).

La niacina è un efficace disintossicante (anche per narcotici e alcool). I ricercatori (che l'hanno sperimentata nell'ambito delle ricerche sul tumore del pancreas) ritengono che la niacina sia un composto chemio-preventivo, una sostanza nutritiva che non può curare il tumore, ma che può prevenirlo. La niacina è efficace per la circolazione e la riduzione del tasso di colesterolo nel sangue. E' vitale per una corretta attività del sistema nervoso, per il mantenimento della salute della pelle e della lingua e per la formazione dei tessuti del sistema digestivo. E' necessaria per la sintesi degli ormoni sessuali.

Nella maggior parte dei cibi sono presenti quantità relativamente basse di niacina pura. Il "niacino-equivalente" presente nelle tabelle dietologiche significa niacina pura o un'adeguata dose di triptofano, che può essere trasformato in niacina dall'organismo. Carni magre, pollame, pesce ed arachidi sono ricche fonti di niacina e di triptofano, così come integratori alimentari quali lievito di birra, germe di grano e fegato essiccato. La niacina si può difficilmente ricavare da altri cibi (vedi la tabella sulla composizione degli alimenti).

La cosa sorprendente a proposito della niacina è la velocità con la quale può curare le disfunzioni. Una diarrea può essere curata in due giorni. L'aterosclerosi, gli attacchi di sindrome di Ménière (vertigini) ed alcuni casi di sordità progressiva sono migliorati e persino scomparsi. La niacina è spesso usata per abbassare la pressione sanguigna alta e per migliorare la circolazione nelle gambe di persone anziane che presentano crampi e dolori. Contribuisce anche a stimolare la produzione di acido cloridrico per aiutare una digestione difettosa. L'acne è stata trattata con successo con la niacina.

Sebbene non siano stati effettuati studi in proposito, si ritiene che un aumento della niacina nell'alimentazione sia positiva per i diabetici. Il dott. J. Silvers scrive: "Si può evitare che molti mal di testa da emicrania possano raggiungere lo stadio di dolore lancinante con l'assunzione di niacina al primo sintomo dell'attacco o crisi." Sedici anni dopo uno studio effettuato su individui di sesso maschile, colpiti da infarto, i sopravvissuti che avevano preso la niacina per diminuire il livello dei grassi nel sangue, hanno registrato una mortalità inferiore dell'11% rispetto ad un gruppo simile a cui era stato somministrato un placebo. E' stato appurato che due grammi di niacina al giorno aumentano il livello di colesterolo HDL (quello buono). La niacina può ridurre la pressione del sangue. L'acido nicotinico rallenta il processo di aterosclerosi e può persino indurre dei miglioramenti.

La niacina è molto importante per il metabolismo del cervello. Alcuni scienziati hanno scoperto che la niacina può curare la pellagra. Se somministrata ad alte dosi, la niacina può portare ad una scomparsa completa del delirio in un periodo che va dalle 24 alle 48 ore. Ecco perché si ritiene che i malati di schizofrenia possano trarre vantaggio dall'assunzione di alte dosi di niacina. In alcuni studi, la niacina, insieme con altre vitamine aiuta a curare sintomi della schizofrenia, quali paranoia e allucinazioni. Massicce dosi di niacina hanno aiutato i pazienti anziani che erano mentalmente confusi.

I dottori Richard M. Halpern e Robert A. Smith hanno riportato le conclusioni di una ricerca nella quale si indica che la nicotinamide può essere un fattore di prevenzione del cancro, grazie alla regolazione enzimatica che protegge le cellule normali e impedisce alle stesse di diventare maligne.

La niacina può aiutare per la riduzione del peso grazie alla sua capacità di elevare e stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue. Per questa ragione è utile anche per gli ipoglicemici. I fumatori possono trarre beneficio dalla niacina perché essa funge da vasodilatatore e rimuove i lipidi dalle pareti delle arterie, azione opposta da quella della nicotina. La perdita di fluidi da gravi ustioni può essere limitata dalla niacina. Molti individui sofferenti di insonnia rispondono bene all'effetto calmante della niacina. La niacina è stata molto efficace nel trattamento dell'artrite. Pazienti sofferenti di artrite hanno riscontrato una maggiore mobilità delle articolazioni, una diminuzione della rigidità e del dolore, così come un'aumento della potenza muscolare e la diminuzione del senso di fatica, con l'assunzione di niacina. In molti casi è necessario un trattamento lungo per ottenere i migliori benefici.

La niacina può ridurre gli effetti di allucinogeni come LSD e mescalina. Per le sue proprietà calmanti, la niacina può ridurre la quantità di tranquillanti da assumere o, addirittura, sostituirli. La niacina può avere effetti positivi nel controllo dell'etilismo. La niacinamide riduce il tartaro dei denti. La malattia di Crohn migliora con la somministrazione di niacinamide, vitamina C, E, B6 e pirodossina. La niacina dà risultati positivi anche nel caso di osteoartrite.

La Vitamina B5 o Acido Pantotenico o calcio pantotenato

La Vitamina B5 o Acido Pantotenico o calcio pantotenato, vitamina indispensabile all'organismo umano. Con formula C9H19NO4 e peso molecolare 205,25 si presenta come polvere bianca idrosolubile.

ORIGINE

L'acido pantotenico è presente in tutte le cellule viventi, lieviti, muffe, batteri e nelle singole cellule di tutte le piante e animali. Le carni, gli organi, il lievito di birra, il tuorlo d'uovo e i cereali integrali sono le fonti più ricche. Viene sintetizzato anche dalla flora batterica dell'intestino. Un terzo dell'acido pantotenico contenuto nelle carni si perde con la cottura così come circa il 50% contenuto nella farina si perde con la macinazione. E' stabile in condizioni di caldo umido, ma circa un terzo viene distrutto durante la cottura con acidi (limone e aceto) o in alcali come il bicarbonato di sodio. Anche il caldo secco ne determina la distruzione.

UTILIZZO

La Vitamina B5 o Acido Pantotenico o calcio pantotenato è indispensabile all'organismo umano, svolgendo un ruolo importantissimo nel metabolismo cellulare. E' infatti il precursore del coenzima A che in tutte le cellule dell'organismo è alla base del meccanismo respiratorio, partecipa alla produzione di energia da carboidrati, grassi, proteine, è essenziale per la sintesi del colesterolo, degli ormoni steroidei,degli acidi grassi, etc. Il fabbisogno individuale di acido pantotenico viene generalmente indicato in 6-16 mg di acido pantotenico al giorno:

· per anziani, bambini e adulti: 4-7 mg/die;

· per bambini da 4 a 6 anni : 3- 4 mg/die,

· per bambini da 7 a 10 anni: 4-5 mg/die

· per i neonati sino ai 6 mesi: 2 mg/die

· per i neonati da 6 mesi a 1 anno: 3 mg/die.

Viene eliminato con le urine.

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