“Fino al mese di maggio non abbiamo avuto le mascherine ffp2 lavorando con quello che ci davano” ricorda l’infermiera. “Siamo stati travolti dalla frenesia di passare alla fase due", “Ieri eroi, oggi fantasmi”...

Finisce in questo modo un articolo di un collega del Maggio scorso, molte volte ci sono degli episodi nella vita difficili, tragici per i quali il sentimento predominante è quello di uscirne al più presto , senza curarsi troppo di quello che accade in quel momento. Cosa si potesse fare per evitare quella situazione o le azioni che ti permetterebbero di lavorare al meglio passano in secondo piano, sei travolto dall'evento, non c'è tempo, modo, di ragionare di far valere i tuoi diritti, di urlarli, si perderebbero nel vuoto.

Ma alcune volte gli episodi si ripetono, uguali, identici ed ancora una volta sei travolto dallo stesso evento e per assurdo questa  volta le tue ragioni, la tua voce è ancora più debole ed inascoltata.

Tutti si domandano come sia stato possibile, dove non si sia lavorato affinchè tutto questo si potesse ripetere allo stesso modo, spero possano  trovare presto i responsabili.
Noi siamo di nuovo qui con i problemi che sono quelli di almeno un trentennio, ci hanno voluto preparati, laureati, con pluriesperienze all'estero come nelle missioni umanitarie dove i professionisti italiani si sono sempre distinti.

Dall'altra parte non è cambiato nulla, vogliono un' assistenza sanitaria efficiente con standard elevati ma continuiamo ad essere pochi e mal pagati.

Come può la nostra professione e professionalità crescere? Come un cittadino può pretendere di avere degli standard assistenziali elevati in queste condizioni?


Pochi professionisti per molti pazienti, con un carico assistenziale inimmaginabile. Senza parlare del lavoro che viene svolto anche per conto di altre figure sanitarie e non.

Continuano a spremerci come limoni, travolti ancora dagli eventi, molti cercano i responsabili, io sono più interessato ad i complici, a chi in cambio di un  proprio tornaconto personale sacrifica non solo i colleghi e la professione ma la salute di molti cittadini.

Probabilmente si sta aspettando che tutto passi nuovamente, non importa che si affronti nuovamente tutto con i mezzi che si hanno a disposizione a discapito della propria salute e di quella dei propri famigliari, si è calcolato tutto, persino qualche martire che in alcuni casi può far anche comodo.

Quasi certamente qualcuno sta pensando alla fase quattro in cui i problemi della professione infermieristica rimarranno invariati ma si concretizzeranno dei vantagi per pochi che avranno venduto tutto e tutti.

Siamo nel bel mezzo di una tempesta ma c'è chi preferisce che si veda un mare calmo a riva.