Innalzare il metabolismo corporeo è il modo più efficace per favorire il dimagrimento, per questo motivo, ormai da numerosi anni, si sono diffuse "pillole dimagranti", spesso a base di caffeina, efedrina o amfetamine. Grazie a queste sostanze il tasso metabolico aumenta ed i chili superflui se ne vanno in fretta, ma non senza effetti collaterali più o meno marcati. Aldilà di questi rischi per la salute, quando si sospende l'assunzione di anfetamine ed analoghi, il metabolismo torna a rallentare. Durante un trattamento prolungato, inoltre, l'organismo sviluppa una sorta di resistenza agli effetti dimagranti del farmaco. Per tutti questi motivi le amfetamine non possono costituire una soluzione duratura ed efficace al problema del peso in eccesso.
Meccanismo d'azione delle anfetamine
Le anfetamine possono essere paragonate ad una sorta di "adrenalina artificiale". Dopo essere entrate nel circolo sanguigno, espletano infatti i medesimi effetti di una naturale iperproduzione di adrenalina. L'anfetamina ed i suoi derivati aumentano la pressione arteriosa ed accelerano il battito cardiaco, hanno inoltre un'intensa azione eccitante sul sistema nervoso centrale, determinano euforia, insonnia, eccitazione psichica e psicomotoria. In seguito alla loro assunzione le capacità coordinative diminuiscono ma aumenta di pari passo l'attenzione, l'iniziativa e la capacità applicativa.
Oltre all'azione stimolante sul metabolismo basale, le anfetamine favoriscono il dimagrimento grazie ad un'azione anoressizzante di natura psichica (diminuiscono l'appetito) associata ad una intensa attività lipolitica (favoriscono la mobilitazione dei grassi dal tessuto adiposo).